So che fremi dalla voglia di scoprire quali sono i migliori sketchbook per architetti ma prima ho da raccontarti una storia…

Sono seduto al tavolino di un bar proprio nel cuore di Milano e due miei colleghi, entrambi studenti come me, parlano di quanto è affascinante questo posto, ricco di costruzioni moderne e sempre pieno di nuove installazioni. Poco dopo tirano fuori i loro attrezzi da disegno e iniziano ad abbozzare gli edifici che li circondano.

Uno di loro si chiama Massimiliano, ha la mia età ed è uno studente dell’Università di Venezia che è venuto a trovarmi per qualche giorno. Tira fuori una matita, due rapidograph ed infine il suo blocco da disegno, nero come la pece, con pagine ruvide di carta riciclata.

L’altro invece si chiama Gianluca ed ha un anno in meno rispetto a me. Studente modello del Politecnico di Milano, si gode il weekend dopo aver appena superato un esame piuttosto faticoso. Estrae dallo borsa il suo Ipad e comincia anche lui a disegnare. Usa una penna touch. Grazie a dei sensori di pressione riesce a rappresentare ogni particolare come desidera, senza alcuna fatica.

In quel momento ho sentito quanta distanza intercorreva fra queste due persone e di quanto i tempi fossero cambiati. Mi sono sentito testimone di un attimo spettacolare, due persone con strumenti così differenti fra loro si dedicavano ad una attività comune ad entrambi.

Ovviamente la loro scelta di usare uno strumento piuttosto che un altro rivela tutta quella che è la loro cultura, il loro approccio nei confronti di questa enorme disciplina, la differente prospettiva attraverso la quale si rapportano.

“Ok, ma Fra, non capisco. Perché nel titolo parli di sketchbook e ora tiri in ballo i tablet?”

Sebbene siano due strumenti completamente diversi adempiono entrambi allo stesso fine:

Rappresentare quello che noi vogliamo!

Il tutto sta nel capire come farlo. Non perderò tempo nel spiegarvi le banali differenze che intercorrono fra questi due strumenti. Puoi scegliere ciò che preferisci in base allo strumento col quale ti senti più affine.

Nei primi anni di studio i tuoi professori, con tutta probabilità, vorranno vedere da parte tua disegni realizzati alla vecchia maniera. Carta e penna dovranno essere i tuoi migliori compagni di viaggio. Può essere che fremi dalla voglia di usare strumenti come il tablet, ma ti assicuro che se vuoi partire facendo subito buona impressione al tuo professore questo è il modo migliore per farlo. Poi avrai tutto il tempo per aggiornarti con ciò che desideri.

Credimi che al giorno d’oggi vedere qualcuno disegnare con strumenti tradizionali fa molto più effetto che vederlo piegato su uno schermo digitale. Si sa mai che finisci per prenderci gusto 😉

Se hai deciso di prenderti uno sketchbook posso darti qualche consiglio.

Ne esistono di vari formati, ma quello che ti suggerisco io è un A5. È perfetto perché comodo da portare quando sei in viaggio o semplicemente esci per andare da qualche parte. Piccolo quanto serve per essere considerato tascabile ma non troppo. Si tratta di un 148 x 210 mm, metà foglio A4. Se preferisci puoi comunque prenderti qualcosa di più grande, come uno sketchbook A4 o addirittura A3. Tutto dipende dall’uso che ne vuoi fare. Se ti serve solo appuntarti qualche idea o rappresentare rapidamente un posto o un edificio ti basta uno sketchbook piccolo. Se invece vuoi concentrarti sul disegno per rappresentarlo al meglio allora puoi andare su qualcosa di più grande.

In questo caso ti consiglio di riflettere anche sul tipo di carta da scegliere. In commercio esistono moltissimi sketchbook divisi in carta liscia e carta ruvida. Se ad esempio hai il pallino dell’acquerello o semplicemente ti piacerebbe provarlo in qualche tuo disegno allora ti consiglio vivamente un blocco da disegno con carta ruvida. Questo tipo di carta infatti assorbe il colore liquido dell’acquerello, dandoti risultati spettacolari. Basta un po’ di allenamento e potresti avere fantastici disegni.

Ricordati che quando lavori con l’acquerello o con qualsiasi altro tipo di colore liquido è sempre bene posizionare un foglio usa e getta al di sotto (oppure un cartoncino). Purtroppo capita spesso che il colore impregna il foglio sino a passare dall’altro e andando così a sporcare il foglio successivo. È una precauzione che ti consiglio di adottare se non vuoi ritrovarti a dover strappare fogli dal tuo bellissimo sketchbook.

A questo discorso si collega anche quello della grammatura, ossia lo spessore del supporto cartaceo. Esistono fogli con una grammatura talmente misera da sembrare carta velina. Altri ancora sono talmente spessi da sembrare delle mensole. Ce ne sono moltissimi perché i loro usi sono svariati e può risultare più comodo adottare una grammatura piuttosto che un’altra. Se fai caso giornali, libri e poster hanno tutti uno spessore diverso.

In questo caso l’ideale è una via di mezzo, minimo 90 g/m2. Non ti preoccupare che generalmente le grammature migliori per i quaderni da disegno sono anche i più venduti quindi non avrai problemi a trovarne.

Altra cosa molto importante da tenere in considerazione è il tipo di rilegatura. Ne esistono di tanti tipi. Possiamo trovare rilegature spillate, cucite, con brossure fresate ed infine con spirale metallica.

Personalmente mi sento di consigliarti uno sketchbook a spirale metallica, perché ti permette la più ampia apertura delle pagine. Potrai quindi disegnare comodamente senza una fastidiosa pagina a lato che ti spinge sulla mano per richiudersi. Inoltre quando poi richiudi il tuo quadernetto non avrai quella antiestetica pagina che rimane mezza aperta.

Come ultimo ma non meno importante puoi scegliere fra tre tipologie di suddivisione del foglio. Ne esistono principalmente di tre tipi: quelli bianchi, quelli a quadretti e quelli più recenti, i puntinati.

Partiamo dalla prima tipologia. I quadernetti a fogli bianchi sono per gli artisti, per quelli che amano disegnare, dare forma alle loro idee su carta, colorare i loro sogni e conservare i loro ricordi. Per quanto riguarda coloro che sono più tecnici ed amano la precisione, ti posso suggerire quelli a quadretti. Sono comodi per disegnare sezioni, piante, assonometrie e addirittura per rapide tabelle. Infine abbiamo il quaderno puntinato, che rappresenta un ibrido assolutamente nuovo.

Io personalmente l’ho iniziato a usare da qualche anno e devo dire che ne sono rimasto estremamente soddisfatto. Esso permette infatti di essere comodo sia per l’uso artistico sia per quello più tecnico. I puntini infatti non disturbano il disegno e allo stesso tempo sono comodi se si ha bisogno di creare una tabella.

Per sapere altro sugli sketchbook per architetti e su altri accessori, ti rimando a questo articolo.

Scopri il video dedicato sul nostro canale youtube!

pero di esserti stato d’aiuto!

Un abbraccio

Non copiare, per favore!

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