L’architettura è una disciplina complessa, come sa bene chiunque si sia approcciato al suo studio.

Non si riduce infatti al problema tecnico della costruzione di un edificio, ma può abbracciare tematiche più ampie come psicologia, sociologia, filosofia, economia, politica e molte altre.

Per questo motivo, una delle risorse più importanti per la formazione di un architetto sono i libri che legge.

Leggere è importante per ogni persona che vuole approfondire il mondo che lo circonda, ma è fondamentale per ogni architetto che ambisce a comprendere a fondo le ragioni della disciplina e a realizzare opere significative.

Durante il percorso universitario, i professori tendono generalmente a consigliare e a volte ad obbligare molti testi, spesso scritti da loro stessi.

Non ti mentirò, spesso per me questi testi erano pesanti e poco significativi.

In mezzo a questo mare di volumi però, a volte spuntava qualche gemma che, per la sua importanza, faceva in modo che lo sforzo di leggere anche tutti gli altri fosse ripagato.

Ci sono infatti testi che ogni studioso di architettura dovrebbe leggere, testi che hanno segnato la disciplina e sono fondamentali per capirne l’evoluzione.

Ne abbiamo selezionati 10 imprescindibili, che hanno cambiato drasticamente il modo in cui vediamo la materia.

In questa nostra personalissima Top 10, troverai testi scritti da alcuni dei più importanti architetti, che hanno avuto il merito di fissare a parole concetti interessantissimi e non solo di immortalarli nelle loro opere.

Sei pronto a scoprire questi 10 tesori?

1. Aldo Rossi / L’architettura della città

Iniziamo subito con un peso massimo, un testo che fin dai primi anni di università avrai sentito nominare molte volte e che sicuramente è uno degli libri di architettura più importanti in assoluto.

Con questa opera, Aldo Rossi si occupa della definizione dello spazio urbano: la città viene vista come una grande e complessa opera di architettura, che si sviluppa nel tempo. In ciò, non rappresenta solo il sapere tecnico ma è espressione continua della storia dell’uomo: si può considerare la realizzazione umana per eccellenza.

Nei quattro densi capitoli del libro, Aldo Rossi arriva poi a trattare dei processi di trasformazione che investono la città, ponendo l’accento sul ruolo fondamentale della storia e della memoria collettiva.

Nell’ultimo capitolo il discorso si sposta sul campo economico e investe anche la politica, considerata come una dei protagonisti dell’evoluzione della città.

Devi leggere questo libro perché… ha rivelato in modo mirabile qual è la ricchezza di storia e di forme dell’architettura all’interno della città.

2. Adolf Loos / Parole nel vuoto

Tra fine Ottocento e inizio Novecento, la società europea viene investita da un a forte ondata di cambiamento.

Adolf Loos si pone come uno dei più originali teorici di questo periodo; per lui l’architettura, attraverso le sue forme e i suoi materiali, deve farsi portatrice di istanze di rinnovamento.

Al contrario dei suoi contemporanei infatti, Loos è assolutamente contrario all’abbellimento, alla decorazione, all’occultamento dei veri materiali sotto gli ornamenti esagerati della Secessione: il suo scritto più famoso infatti, contenuto in questa raccolta, è “Ornamento e delitto”, vero manifesto dei suoi ideali.

In questo testo, Loos non si rivolge solo al mondo dell’architettura ma abbraccia l’intera sfera della quotidianità, contestando l’uso della decorazione applicata a diversi ambiti e oggetti. Celebre è la critica al tatuaggio infatti, visto come esempio paradigmatico di ornamento che non abbellisce ma è ridondante e infine imbruttisce.

Questa visione si ritrova nell’architettura, dove Loos si scaglia contro le decorazioni floreali in voga all’epoca, che non hanno nessuno scopo, ma anzi sono spreco di forza lavoro e nascondono la sincerità della struttura e dei materiali usati nella costruzione.

Devi leggere questo libro perché… permette di comprendere l’importanza di puntare all’essenziale in un progetto, senza perdersi in fronzoli.

3. Le Corbusier / Verso un’architettura

Proseguiamo con un’altra pietra miliare dei testi di architettura.

Anche Le Corbusier parte dal rilevare la necessità di un cambiamento nell’architettura; la rivoluzione industriale ha infatti decretato un’evoluzione complessiva del modo di vivere dell’uomo, ma la casa ancora non si è adattata e rimane ancorata a principi e concezioni non più validi. Per avvalorare la sua tesi, Le Corbusier prende in prestito esempi dalla storia e anche dal presente: cita infatti come esempio di edificio costruito per gli standard del suo periodo il Partenone, mentre nel presente guarda con ammirazione alle opere di ingegneria, essenziali e razionali.

L’architetto deve progettare edifici adatti alla sua epoca, vere “macchine per abitare”, senza richiamarsi ad ideali accademici passati.

L’attenzione di Le Corbusier si rivolge poi agli elementi che costituiscono l’architettura, dati da luce, volume e superficie, per approdare poi ad indagare la relazione stretta tra architettura e città.

Verso un’architettura è forse il testo più importante del Movimento Moderno, un’opera che ha segnato l’evoluzione di tutta l’architettura nel Novecento.

Devi leggere questo libro perchè… è la “Bibbia” del Movimento Moderno, fondamentale per comprenderne le caratteristiche e gli sviluppi.

4. Bruno Zevi / Saper vedere l’architettura

Uno dei concetti più importanti che si imparano appena iniziata la facoltà di architettura è che lo spazio è l’elemento più importante da progettare.

Quest’opera è perfetta per imparare a leggere lo spazio e apprezzarne o meno la qualità.Zevi ci insegna a capire la buona architettura a partire dalle sue qualità spaziali, spiega come lo spazio può essere rappresentato e racconta qual è stata la valenza dello spazio nella storia dell’architettura, ripercorrendo varie epoche e varie architetture.

Il saggio si conclude con una riflessione sulla critica contemporanea, che secondo Zevi manca di coraggio, responsabilità ed è troppo incline all’analisi formale: l’invito è quindi a considerare lo spazio come materia viva del progetto e a privilegiarlo come chiave di lettura di un edificio.

Devi leggere questo libro perché… permette di capire che lo spazio è l’elemento più importante quando si valuta o progetta un edificio.

5. Christian Norberg Schulz / Genius Loci

Genius Loci è un’indagine sulle caratteristiche e sul fine ultimo dell’architettura.

Se infatti l’architettura è fatta per essere abitata, allora essa deve configurarsi come luogo particolare, significativo.

L’esperienza del luogo, visto come l’insieme delle caratteristiche che si presentano a chi abita un’architettura, diventa quindi centrale.

La riflessione dell’autore prosegue con la differenza tra luogo naturale e luogo artificiale. Vengono poi esaminati tre esempi di città in cui è possibile indagare in modo privilegiato il genius loci: Praga, Roma e Khartoum.

Quest’opera va letta perché… spiega come la qualità di un luogo sia data da molteplici fattori, dalla somma di tutte le sue caratteristiche, visibili o meno.

6. Robert Venturi / Complessità e contraddizioni dell’architettura

Robert Venturi è stato uno dei principali teorici ad aver preso le distanze, nel secondo dopoguerra, dai diktat del Movimento Moderno ed aver abbracciato l’idea di un’architettura lontana dai canoni di purezza formale.

In quest’opera, il suo manifesto, Venturi afferma che in molti casi le opere di architettura presentano complessità che, non apprezzate dai Modernisti ortodossi, non solo sono apprezzate dalla gente comune ma rispondono meglio alle contraddizioni che presenta la realtà.

Per rispondere alle complicazioni del mondo reale infatti il progettista deve escogitare soluzioni complesse e spurie: nell’affermare ciò, Venturi passa in rassegna la storia dell’architettura, trovando numerosi casi che confermano la sua tesi, e infine analizza alcuni dei suoi progetti.

Nelle sue opere infatti, si ritrova l’esaltazione dell’imperfezione, che invece che essere nascosta diventa protagonista.

Devi leggere questo libro perché… mostra come la qualità dell’architettura abbia diverse forme e modalità, non tutte facilmente rilevabili a prima vista.

7. Colin Rowe / Collage city

Il Movimento Moderno auspicava un ripensamento totale della città attraverso il progetto, pianificandone ogni aspetto. Alla fine degli anni ‘70 però Colin Rowe verifica il fallimento di questa concezione, proponendo un metodo basato sul frammento e sulla ricomposizione, il “collage”.

Nel primo capitolo Rowe analizza le principali utopie urbanistiche, da quella di Thomas Moore fino ai tempi del Modernismo, le quali predicavano un controllo progettuale totale sulla città; questi ideali sono però falliti di fronte alla complessità intrinseca del mondo.

Dopo aver demolito questa concezione, inizia a delineare un metodo progettuale aggregativo che trova un esempio mirabile nella Villa Adriana di Tivoli, costruita per parti a distanza di secoli ma grandiosa opera di architettura.

Emerge così, anche per la progettazione urbana, la tecnica del “collage” e la figura del “bricoleur”, cioè colui che opera con i mezzi a sua disposizione anche se non sono i più adatti al lavoro che sta compiendo: in questo modo, è possibile gestire la complessità del reale senza tentare di imbrigliarla in progetti troppo grandiosi ma asettici.

Devi leggere questo libro perché… offre un affresco efficace della complessità delle nostre città e della necessità di rispettarne la varietà con il progetto.

8. Rem Koolhaas / Delirious New York

Delirious New York è l’opera che ha dato fama internazionale al suo autore, Rem Koolhaas, e l’ha lanciato nel firmamento delle archistar, ma è soprattutto un saggio godibilissimo sulla città più conosciuta e importante della contemporaneità: New York.

Il sottotitolo “Manifesto retroattivo per Manhattan” chiarisce il significato di questa operazione: comprendere in che modo una città non pianificata, basata su una semplice griglia uniforme di isolati, abbia influenzato lo sviluppo dell’architettura contemporanea più ancora di tutti i principi del Movimento Moderno.

Per farlo, Koolhaas ripercorre la storia della città, dall’Ottocento con l’imposizione della Griglia all’epoca dei grattacieli, per arrivare alla condizione contemporanea dominata dalla congestione.

Per Koolhaas l’iper-densità non è però un dato necessariamente negativo, ma è caratteristica fondante della cultura moderna, che va studiata e compresa per poter essere utilizzata come materiale progettuale.

Devi leggere questo libro perché… insegna come guardare con occhio critico un caso studio, considerando le sue caratteristiche come potenziali punti di forza.

9. Rafael Moneo / L’altra modernità

L’altra modernità è una raccolta di sei saggi in cui Rafael Moneo si interroga sulla crisi della modernità e sugli esiti dei protagonisti della sua generazione.

Moneo parte da un’analisi della storia dell’architettura nel Novecento, dividendo il secolo in quattro parti: se nel primo quarto di secolo avviene un grande sforzo per imporre i canoni del Modernismo e nel secondo questa sensibilità prende il sopravvento, nella seconda metà del secolo si assiste ad una crisi del Movimento e a tentativi di superamento.

Dopo aver contestualizzato questa crisi, Moneo tratta nei saggi successivi di elementi dell’architettura e del modo in cui sono trattati nella contemporaneità, superando la visione del Movimento Moderno: luogo, tempo, specificità, frammentazione, compattezza. Nel farlo, Moneo mette a confronto esempi tratti dalla storia, architetture contemporanee e suoi progetti.

Infine, lo sguardo di Moneo si sposta sulla città, per cercare di capire quale sia oggi l’influenza della singola architettura sul sistema complesso e stratificato della città.

Devi leggere questo libro perché… offre uno sguardo interessante sull’architettura del Novecento, per cercare di capire da quali presupposti nasce e dove si sta dirigendo l’architettura contemporanea.

10. Peter Zumthor / Pensare architettura

Dopo aver elencato opere che trattano di tempi ampi e complessi, l’ultimo libro che ti proponiamo scende ad occuparsi del dettaglio, di elementi all’apparenza più semplici ma che racchiudono una grande ricchezza.

Peter Zumthor ci porta alla scoperta delle qualità sensoriali ed evocative dell’architettura, che scaturiscono da un dettaglio, dall’uso di un materiale, da un’azione semplice come quella di aprire una porta.

Rispetto a questa poetica sono centrali i concetti di materia e di ricordo: la concretezza dei materiali sono, per Zumthor, il veicolo delle idee e attraverso il ricordo della materialità degli edifici che ha vissuto si genera il suo processo progettuale “emozionale”.

Attraverso questi elementi particolari l’architettura comunica infatti con i suoi visitatori: saperli cogliere permette di vivere l’unità e la bellezza dell’opera.

Devi leggere questo libro perché… insegna che l’attenzione al dettaglio è una delle qualità più difficili da imparare ma più importanti nella progettazione.

Eccoci giunti alla fine della nostra carrellata.

Questi 10 testi hanno contribuito in modo imprescindibile alla nostra formazione e ci sentiamo di raccomandarli a chiunque.

Ti è piaciuta questa lista? Sei d’accordo con noi oppure inseriresti qualche altro titolo? Facci sapere la tua opinione scrivendo un commento a questo articolo.

Noi speriamo che la loro lettura ti possa aiutare a crescere sempre più come architetto!

Non copiare, per favore!

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